casomorfina

Il latte come fonte essenziale di nutrimento:

Il latte è una componente fondamentale nella dieta di molti mammiferi, compreso l’uomo, fin dalla nascita fino all’età avanzata. È notevolmente ricco di proteine essenziali, che sono i mattoni della crescita e della riparazione nel corpo umano. Oltre alle proteine, il latte contiene quantità significative di carboidrati, principalmente lattosio, che forniscono energia. Le vitamine presenti nel latte, come la vitamina D e B12, sono cruciali per la salute delle ossa e del sistema nervoso, mentre i minerali come il calcio, il potassio e il magnesio contribuiscono alla salute muscolare e neurologica. Inoltre, il latte è una fonte di peptidi bioattivi, che emergono durante la digestione del latte o durante la lavorazione industriale e hanno effetti benefici variabili sulla salute.

I peptidi bioattivi derivati dalle proteine del latte (caseina)

I peptidi bioattivi sono frammenti di proteine che esercitano effetti fisiologici sul corpo (Brooke-Taylor Et Al. 2017). Questi composti derivano principalmente dalla caseina, una classe di proteine che costituiscono circa l’80% delle proteine del latte di mucca. Questi peptidi rimangono inattivi all’interno della struttura della caseina e diventano biologicamente attivi una volta liberati attraverso la digestione enzimatica nel tratto gastrointestinale o durante la lavorazione del latte, come la fermentazione. Hanno una vasta gamma di attività biologiche, inclusa l’attività oppioide, immunomodulatoria, antipertensiva, antimicrobica e antitrombotica (Rengasamy et al. 2019; Van der Does, Hiemstra e Mookherjee 2019), e sono oggetto di studio per capire meglio il loro potenziale nel migliorare la salute e nel trattare varie malattie.

La classificazione del latte in base al contenuto di caseine

Il latte può essere classificato in base al contenuto di caseine, in particolare sulla base delle varianti genetiche della β-caseina, che è uno dei principali componenti proteici del latte. Le due varianti più note e studiate sono la A1 e la A2 β-caseina. Ecco come viene classificato il latte:

  • Latte A1: Il latte che contiene principalmente la variante A1 della β-caseina è definito come latte A1. Questa variante è spesso associata a potenziali effetti negativi sulla salute in alcuni individui a causa del rilascio di β-Casomorfina-7 (BCM-7)durante la digestione, un peptide bioattivo che può influenzare la salute gastrointestinale, il sistema immunitario e altri sistemi corporei.
  • Latte A2: Il latte che contiene principalmente la variante A2 della β-caseina è definito come latte A2. Questo tipo di latte è considerato più salutare per alcune persone poiché la variante A2 non produce BCM-7 durante la digestione. Alcuni studi suggeriscono che il latte A2 può essere meno probabilmente associato a certi problemi di salute rispetto al latte A1.
  • Latte misto A1/A2: Molte razze di bovini producono latte che contiene sia A1 che A2 β-caseina. La proporzione di A1 e A2 può variare notevolmente tra le razze di bovini e anche tra singoli animali all’interno di una razza.
  • Altre Varianti di Caseina: Oltre ad A1 e A2, esistono altre varianti minori della β-caseina come A3 e altre, ma sono meno comuni e studiate.

La classificazione del latte in base al tipo di β-caseina è diventata un argomento di interesse sia per i consumatori che per i produttori, dato il crescente interesse per gli effetti delle proteine alimentari sulla salute umana e per i loro potenziali effetti terapeutici (MarketWatch 2019). Questo ha portato ad una maggiore disponibilità commerciale di latte A2 e prodotti lattiero-caseari, particolarmente in mercati dove i consumatori sono particolarmente attenti alla salute. Gli studi hanno mostrato che alcuni di questi peptidi possono agire come inibitori naturali dell’enzima convertitore dell’angiotensina (ACE), riducendo così la pressione sanguigna, o possono stimolare il sistema immunitario per combattere le infezioni. A seguito di queste ricerche, c’è un crescente interesse nello sviluppo di alimenti funzionali arricchiti con peptidi bioattivi specifici o nel miglioramento delle tecniche di lavorazione del latte per massimizzare la presenza di questi peptidi benefici.

β-caseina e sequenza amminoacidica

Il latte contiene una proteina chiamata βcaseina, con due varianti principali: A2 e A1. La differenza tra queste varianti è minima ma significativa: il cambio di un aminoacido trasforma A2 in A1. Questa alterazione cambia la struttura della proteina, modificando il modo in cui viene digerita dall’intestino.

In particolare, la variante A1 durante la digestione produce un peptide, il BCM-7, che può influenzare il corpo in vari modi. Questo peptide è associato a problemi di salute come infiammazioni e malattie. Nonostante l’importanza di questa differenza, gli effetti precisi e la loro prevalenza sono ancora in fase di studio. Comprendere la differenza tra A1 e A2 è fondamentale per approfondire la nostra conoscenza del latte e dei suoi effetti sulla salute.

Origini delle β-Casomorfine (BCMs)

Le β-Casomorfine (BCMs) sono piccoli peptidi che si formano dalla digestione delle caseine, che rappresentano le principali proteine del latte di varie specie incluso il latte di mucca, pecora, bufala e anche il umano. Questi peptidi hanno attirato l’attenzione per il loro potenziale impatto sulla salute e il benessere, data la loro “natura oppioide” e la loro capacità di influenzare il sistema nervoso e immunologico (Meisel & FitzGerald, 2003)

La concentrazione di BCMs varia considerevolmente a seconda del tipo di latte e del periodo di lattazione. In particolare, è stato osservato che la concentrazione di BCMs è maggiore nel colostro, il primo latte secreto dopo il parto, e tende a diminuire con il progredire della lattazione verso il latte maturo (Cattaneo et al., 2017). Inoltre, i BCMs possono essere presenti in vari prodotti lattiero-caseari come i formaggi, dove la loro presenza e concentrazione dipendono da fattori quali il tipo di latte utilizzato, il processo di produzione, il grado di maturazione del formaggio e le condizioni di fermentazione (De Noni, 2008)

In sintesi, i BCMs provengono dalle proteine del latte e la loro presenza varia in base al tipo di latte e al processo di produzione dei prodotti lattiero-caseari. Hanno attirato l’attenzione per il loro potenziale effetto sulla salute, e la loro comprensione è fondamentale per valutare l’impatto del consumo di latte e derivati sulla nostra salute.

BCM-7: profilo e peptidi derivati

Il BCM-7, o beta-casomorfina-7, è un peptide che si forma dalla digestione della β-caseina, prevalente nella variante A1 del latte bovino. Funziona come un oppioide, influenzando il sistema nervoso e potenzialmente alterando il comportamento alimentare e la gestione del dolore. Il BCM-7 è particolarmente resistente alla proteolisi, il che significa che può rimanere attivo più a lungo nel sistema digestivo. Tale complessità fornisce ulteriori elementi agli studi relativi ai peptidi del latte e al loro impatto sulla salute (Teschemacher, 2003; Jarmołowska et al., 2007; De Noni, 2008).

Ecco una tabella che elenca alcuni dei BCM (Beta-Casomorfine) più studiati e la loro azione:

BCM Azione
BCM-4 Modula l’attività gastrointestinale, influenzando la motilità.
BCM-5 Ha effetti sul sistema nervoso centrale, potenzialmente influenzando il comportamento e la percezione del dolore.
BCM-7 Agisce come oppioide, influenzando il sistema nervoso e potenzialmente alterando il comportamento alimentare e la gestione del dolore. Resistente alla proteolisi.
BCM-8 Può avere effetti immunomodulatori e influenzare la risposta immunitaria.
BCM-9 Potrebbe avere un ruolo nella regolazione dell’umore e nella risposta allo stress

BCM-7: Struttura e metabolismo cellulare:

La β-casomorfina-7 (BCM-7) è un eptapeptide (pezzettino di proteina formato da soli 7 amminoacidi) che si forma dalla digestione enzimatica della β-caseina. Fù scoperta per la prima volta da Henschen e collaboratori nel 1979. Questo peptide, è inglobato nella molecola di caseina, rimane inattivo finché non è rilasciato attraverso l’azione degli enzimi proteolitici del tratto digestivo, come dettagliato da Thiruvengadam et al., nel 2021.

BCM-7 agisce come un oppioide e interagisce con i recettori µ-opioidi. Questi recettori aiutano a controllare il dolore e la sete nel cervello e nell’intestino. Tuttavia, la funzionalità dell’BCM-7 può essere influenzata dai processi digestivi (l’idrolisi acida, e digestioni enzimatiche). Questo significa che la digestione può distruggere i peptidi come BCM-7, riducendone gli effetti nel corpo.

Un aspetto distintivo dell’BCM-7 è la sua resistenza alla degradazione enzimatica. Questa resistenza lo rende particolarmente resiliente all’azione degli enzimi digestivi come la pepsina, la tripsina, la chimotripsina e la carbossipeptidasi. Pertanto, i BCM hanno la capacità di rimanere attivi per periodi prolungati, esercitando un impatto duraturo sull’organismo. Questa resistenza alla degradazione enzimatica è fondamentale per comprendere gli effetti prolungati del BCM-7, soprattutto quando si considera la sua formazione durante la digestione della β-caseina presente in alcuni tipi di latte, come descritto nelle ricerche di Thiruvengadam et al., e Henschen et al.

BCM-7 è implicazione sulla salute

Il BCM-7 ha un duplice impatto sulla salute, può avere effetti positivi e negativi sulla salute. Questo composto viene liberato nel sistema digestivo umano attraverso la digestione proteolitica dalla caseina. Dopo la sua formazione nell’intestino tenue, il BCM-7 si trasferisce nel flusso sanguigno dove interagisce con i recettori oppioidi di tipo mu. Studi hanno dimostrato che, seguito alla digestione di 30 grammi di caseina, circa 4 milligrammi di BCM-7 vengono prodotti entro due ore (Boutrou e colleghi nel 2013). BCM-7 è noto per le sue capacità di indurre analgesia, abbassare la pressione sanguigna, influenzare la respirazione e alterare il comportamento sociale. Per quanto riguarda la respirazione, il BCM-7 può influenzare il ritmo e la profondità dei respiri. Nel contesto del comportamento sociale, il BCM-7 può influenzare il modo in cui ci sentiamo e reagiamo alle situazioni sociali. Ad esempio, può influenzare il nostro umore, potenzialmente portando a una sensazione di calma o, al contrario, a irritabilità. Questi effetti comportamentali sono il risultato dell’interazione del BCM-7 con alcuni recettori oppioidi noti per il loro ruolo nella regolazione delle emozioni.

In sintesi, il BCM-7 ha un raggio d’azione piuttosto vasto, influenzando aspetti critici della fisiologia e del comportamento umano, dalla respirazione alle interazioni sociali. Questi effetti dipendono dalla quantità di BCM-7 prodotta e dalla sensibilità individuale ai suoi effetti.

1. Autismo

All’interno dell’intestino, il BCM-7 può innescare una risposta infiammatoria. Questa infiammazione può alterare la permeabilità intestinale, un fenomeno talvolta descritto come “intestino permeabile“, dove la barriera intestinale diventa meno efficace nel trattenere sostanze potenzialmente nocive. Questa alterazione può permettere a proteine e peptidi, inclusi BCM-7, di attraversare più facilmente la barriera intestinale e interagire con il sistema immunitario, portando a ulteriori reazioni infiammatorie e potenzialmente influenzando altri sistemi corporei, inclusi il cervello e il sistema nervoso. L’infiammazione cronica e le alterazioni nella permeabilità intestinale sono state collegate a vari disturbi neurologici, tra cui l’autismo. In alcune ricerche, livelli elevati di BCM-7 sono stati associati a sintomi di autismo, suggerendo che una maggiore presenza di questo peptide potrebbe contribuire o aggravare le condizioni. Dieta con solo latte A1 ha mostrato di ridurre le complicanze associate all’intolleranza al latte e migliorare le prestazioni cognitive (Sheng et al. 2019; Küllenberg de Gaudry et al. 2019). Il latte A2, come già detto in precedenza, è una varietà di latte che contiene una forma diversa di β-caseina, nota come A2 β-caseina, rispetto al più comune latte A1, che include la β-caseina da cui si deriva il BCM-7.

2. Malattia ischemica del cuore (IHD)

Diversi studi evidenziano che il consumo di latte A1 (da cui deriva poi la β-casomorfina-7) – può essere associato a un aumento del rischio di malattia ischemica del cuore, a causa dello sviluppo di ipercolesterolemia e aterosclerosi (McLachlan 2001; Kaminski Cieslinska & Kostyra 2007). Tuttavia, alcuni studi, come quelli condotti da Han et al. nel 2013 hanno osservato che la β-casomorfina-7, derivato dalla digestione della A1 β-caseina, potrebbe offrire una protezione contro la cardiomiopatia diabetica in modelli animali. Nonostante ciò, è importante notare che questi effetti protettivi non eliminino i potenziali rischi associati al consumo di latte A1 (ipercolesterolemia e aterosclerosi). Di conseguenza, il latte A1 viene considerato un fattore di rischio per l’IHD, mentre il latte A2 sembra avere effetti protettivi o neutrali.

3. Casomorfina e allergie

Le casomorfine, in particolare la BCM (Beta-Casomorfina), hanno una relazione significativa con le allergie. Questi peptidi, che si formano durante la digestione del latte, possono influenzare la barriera intestinale attraverso due meccanismi principali. In primo luogo, stimolano la produzione di muco, specialmente da parte delle ghiandole MUC5AC intestinali, il che può alterare negativamente la funzione della barriera intestinale. Questo aumento nella produzione di muco può contribuire a reazioni allergiche, poiché un’eccessiva secrezione può intrappolare e reagire con allergeni. Inoltre, si è scoperto che le BCM aumentano la secrezione di Interleuchina 8. (IL-8), un mediatore infiammatorio che può disturbare l’adesione batterica e la funzione della barriera intestinale, come dimostrato da studi sulle cellule Caco-2.

Secondo, alcuni studi hanno indicato che i BCM, e in particolare BCM-7, possono stimolare il rilascio di istamina in un modo proporzionale alla dose. L’istamina è un noto mediatore delle risposte allergiche e infiammatorie; quindi, la sua liberazione da parte dei BCM può alterare la risposta immunitaria e contribuire a condizioni allergiche. Pertanto, comprendere l’effetto delle BCM sugli aspetti immunologici e gastrointestinali è cruciale per valutare il loro impatto sulla salute e sulle allergie (Fiedorowicz et al. 2016; Kurek et al. 1992)

4. Diabete mellito di tipo I

Il diabete di tipo I è una condizione cronica in cui il pancreas produce poca o nessuna insulina, un ormone necessario per permettere al glucosio di entrare nelle cellule e produrre energia. È generalmente diagnosticato in giovani età e si ritiene sia causato da una reazione autoimmune in cui il sistema immunitario attacca per errore le cellule produttrici di insulina. Recenti studi hanno esplorato il possibile legame tra il consumo di latte contenente β-caseina A1 (da cui deriva BCM-7) e l’aumento del rischio di diabete mellito di tipo I (TIDM). Le proprietà immunosoppressive del BCM-7,e le sue interazioni con gli enterovirus giocherebbero un ruolo cruciale andando a influenzare negativamente le cellule delle isole di Langerhans nel pancreas, responsabili della produzione di insulina. Mentre il latte A1 è stato associato a questo aumento del rischio di diabete di tipo I, il latte A2, che non produce BCM-7 durante la digestione, non sembra avere lo stesso effetto negativo. Questa distinzione sottolinea l’importanza di considerare il tipo di β-caseina presente nel latte e il suo potenziale impatto sulla salute, in particolare per quanto riguarda il diabete di tipo I. Tali ricerche aprono la strada a ulteriori indagini e considerazioni dietetiche per prevenire o gestire il TIDM (McLachlan 2001; Graves et al. 1997).

5. Sindrome della morte improvvisa del lattante

La Sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) descrive un evento tragico e misterioso in cui un neonato apparentemente sano, di meno di un anno, muore inaspettatamente durante il sonno. Nonostante gli approfondimenti scientifici, l’origine precisa della SIDS è ancora incerta. Tuttavia, si suppone che contribuiscano fattori quali anomalie cerebrali che influenzano le funzioni vitali come la respirazione e la capacità di risveglio. Il possibile collegamento tra BCM-7 e la sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) è stato, ed è oggetto di indagine. Si ipotizza che i neonati possano assorbire il BCM-7 nel loro sangue a causa della loro fisiologica immaturità del sistema gastrointestinale. Successivamente, questo peptide potrebbe attraversare la barriera emato-encefalica. Una volta nel cervello, il BCM-7 potrebbe interagire con i recettori oppioidi, influenzando il controllo della respirazione e le funzioni cerebrali, potenzialmente contribuendo alla SIDS. Alcuni studi hanno mostrato livelli elevati di BCM-7 in neonati deceduti a causa della SIDS, supportando questa teoria e suggerendo una possibile connessione tra l’assorbimento di BCM-7 e l’insorgenza della sindrome. Questa correlazione sottolinea l’importanza di ulteriori ricerche sui peptidi alimentari nei neonati e sui loro possibili impatti sulla salute infantile (Sun et al. 2003; Kaminski Cieslinska & Kostyra 2007).

6. BCM-5 e neurite growth

La “neurite growth” o crescita neuritica si riferisce al processo in cui i neuriti, che sono le estensioni sottili delle cellule nervose (neuroni), si allungano e si ramificano. I neuriti possono essere dendriti, che ricevono segnali, o assone, che trasmettono segnali. Questo processo è fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso, la formazione di sinapsi (i punti di contatto tra neuroni) e per la rigenerazione e riparazione neuronale dopo un danno. La crescita neuritica è influenzata da una varietà di fattori, inclusi fattori genetici, ambientali, e molecole specifiche note come fattori di crescita neuritica. Il BCM-5 (β-casomorphin-5) è uno dei diversi casomorfine che possono essere liberati durante la digestione delle proteine del latte. i BCM-5 influisce sulla crescita dei neuriti attraverso l’attivazione dei recettori oppioidi μ, influenzando lo sviluppo neurale (Sakaguchi et al. 2003).

7. BCM-7 e immunità innata:

BCM-7 stimola la secrezione di mucina, contribuendo all’immunità innata. La mucina ha un ruolo essenziale nell’immunità innata, agendo come una barriera fisica contro i patogeni e contribuendo a mantenere l’umidità e la salute dei tessuti. Questa protezione è vitale per le vie respiratorie, dove un muco sano può intrappolare e rimuovere particelle estranee e agenti patogeni. Tuttavia, il BCM-7 può anche avere effetti negativi, specialmente se il corpo reagisce eccessivamente o in modo anomalo alla sua presenza. Nei casi in cui il sistema immunitario risponde troppo vigorosamente alla stimolazione della mucina o se la produzione di muco è eccessiva, possono insorgere condizioni come l’asma e la sinusite (Trompette et al. 2003; Zoghbi et al. 2006).

8. BCM-7 sulla proliferazione delle cellule T e immunomodulazione:

La BCM-7 può influenzare la crescita dei linfociti T e la regolazione del sistema immunitario. Le cellule T sono un tipo di globuli bianchi che svolgono un ruolo cruciale nella difesa del nostro corpo contro le infezioni e le cellule tumorali. A seconda della quantità presente, BCM-7 può frenare o stimolare la crescita dei linfociti T. Ricerche hanno dimostrato che a basse dosi, la BCM-7 limita la crescita delle cellule T, mentre a dosi più elevate la favorisce. Questo doppio effetto suggerisce che BCM-7 possa avere un ruolo complesso nell’influenzare il sistema immunitario. Queste reazioni contraddittorie potrebbero essere dovute al fatto che BCM-7 si lega fortemente ai recettori oppioidi di tipo μ. Questa interazione con i recettori può avere un impatto significativo sulla formazione delle cellule T coinvolte nella risposta immunitaria, evidenziando quanto possa essere complesso il ruolo dei peptidi alimentari nella regolazione del sistema immunitario. Le ricerche condotte da Meisel & Bockelmann (1999) e Zimecki et al. (1982) hanno confermato questi effetti della BCM-7 sulla crescita delle cellule T e sulla regolazione del sistema immunitario.

9. BCM sulle cellule tumorali:

Le casomorfine, specialmente il BCM-7, sembrano avere un effetto positivo che può aiutare a combattere il cancro. È stato scoperto che queste sostanze possono rallentare la crescita delle cellule tumorali nel seno umano. Questo avviene perché le casomorfine bloccano un processo chiamato ossido nitrico sintasi (NOS), che è coinvolto nella crescita delle cellule e nell’immunità. Inoltre, influenzano altre vie di comunicazione nelle cellule, come la struttura del citoscheletro e il movimento cellulare, che sono importanti per la diffusione del cancro Questi studi, indicano un potenziale uso terapeutico delle casomorfine nel modulare la proliferazione cellulare e la risposta immunitaria in contesti oncologici, suggerendo un nuovo percorso per trattamenti basati su peptidi contro il cancro, (come dimostrato da Kampa et al. 2001 e Kallergi et al. 2003).

10. Effetto sulla secrezione di insulina:

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che regola il livello di zucchero nel sangue, favorisce l’assorbimento del glucosio nelle cellule. La somatostatina è un ormone prodotto principalmente dall’ipotalamo e dalle cellule delta del pancreas. La sua funzione principale è inibire la secrezione di vari ormoni, tra cui l’ormone della crescita (GH), l’insulina e il glucagone. La somatostatina svolge un ruolo chiave nella regolazione del metabolismo e nel mantenimento dell’omeostasi e della stabilità dei livelli ormonali.

Diversi studi, come quelli condotti da Schusdziarra et al. nel 1983, hanno evidenziato che il BCM-7 può stimolare la secrezione di insulina a concentrazioni basse, ma questo effetto tende a stabilizzarsi o annullarsi con concentrazioni più elevate. Inoltre, il BCM-7 sembra influenzare la secrezione di somatostatina, la quale, come accennato, è coinvolta nella regolazione dell’insulina e della glicemia. Questi risultati suggeriscono che il BCM-7 tramite un meccanismo mediato dai recettori oppioidi, possano avere un impatto significativo sul controllo dei livelli di zucchero nel sangue e sulla funzione del sistema endocrino.

11. BCM in gravidanza e allattamento:

BCM8, noto anche come betacasomorfina8, rappresenta una delle diverse casomorfine derivanti dalla digestione della β-caseina presente nel latte, ed è in grado di influenzare il sistema nervoso centrale e vari altri sistemi corporei tramite l’interazione con i recettori oppioidi. Durante la gravidanza, i livelli di BCM-8 mostrano un aumento sia nel plasma che nel liquido cerebrospinale delle donne. Tale incremento è stato correlato a diverse funzioni fisiologiche e ai caratteristici cambiamenti ormonali di questa fase.

Inoltre, è stato osservato che livelli elevati di BCM-8 possono essere riscontrati anche nei neonati, suggerendo la possibilità che questo peptide possa attraversare la placenta o essere assorbito durante l’allattamento. L’aumento dei livelli di BCM-8 nei neonati sembra influenzare lo sviluppo e le funzioni fisiologiche dei bambini.

Studi condotti da Koch et al. (1988), Lindstrom et al. (1984) e Pasi et al. (1993) hanno contribuito a confermare tali osservazioni, sottolineando l’importanza dei livelli di BCM-8 durante la gravidanza e l’allattamento. Queste ricerche suggeriscono che le variazioni nei livelli di BCM possano avere un impatto significativo sulla salute e il benessere sia della madre che del bambino, influenzando aspetti come la regolazione ormonale e le risposte immunitarie.

12. BCM-7 e livelli di glutatione nel plasma:

Il glutatione è un potente antiossidante che svolge un ruolo cruciale nella protezione delle cellule dall’azione dannosa dello stress ossidativo. Si è riscontrato che l’assunzione di latte contenente la β-caseina A2 può incrementare i livelli di GSH nel plasma rispetto al consumo di latte che contiene entrambe le varianti di β-caseina (A1 e A2). Ciò suggerisce che il consumo di latte A2 potrebbe essere associato a una maggiore capacità antiossidante e a una migliore risposta contro lo stress ossidativo. D’altra parte, il consumo di latte A1 potrebbe ridurre la capacità antiossidante a causa dell’azione del BCM-7, che sembrerebbe ostacolare la sintesi del GSH. Questi risultati hanno rilevanti implicazioni nella scelta del tipo di latte da consumare, soprattutto per individui con particolari condizioni di salute o a rischio di malattie legate allo stress ossidativo. Queste scoperte trovano ulteriore supporto in ricerche condotte da Ul Haq et al. (2014) e Deth et al. (2016), che hanno analizzato gli effetti delle diverse varianti di β-caseina sui livelli di GSH e sulla capacità antiossidante del plasma.

13. Rilascio di ormoni endocrini:

Il sistema endocrino è l’insieme delle ghiandole che producono ormoni e li rilasciano nel flusso sanguigno per regolare diverse funzioni fisiologiche, come il metabolismo, la crescita, la riproduzione e la risposta allo stress. Gli ormoni agiscono come messaggeri chimici per coordinare le attività delle diverse parti dell’organismo. Le casomorfine, essendo peptidi con una predilezione per i recettori oppioidi, possono avere un notevole impatto sulla funzione del sistema endocrino. In particolare, i BCMs sono stati identificati come un regolatore del rilascio di ormoni fondamentali, come la prolattina e l’ossitocina, i quali svolgono ruoli cruciali nella regolazione delle risposte ormonali, specialmente durante l’allattamento e nei contesti comportamentali. Questi effetti indicano che i peptidi derivanti dal latte potrebbero avere un ruolo rilevante non solo nella nutrizione, ma anche nel modulare complessi processi fisiologici attraverso il sistema endocrino. L’interazione specifica tra i BCMs e i recettori oppioidi, insieme al loro impatto sul sistema ormonale, enfatizza quanto sia essenziale considerare gli effetti sistemici dei peptidi alimentari quando si esplorano questioni legate alla salute. Queste scoperte sono state corroborate dalle ricerche di Nedvidkova et al. (1985). In particolare, è emerso che l’amministrazione di peptidi oppioidi negli animali ha modificato la secrezione di prolattina e ossitocina, indicando che i peptidi alimentari, come le casomorfine nel latte, possono influenzare significativamente e direttamente le funzioni fisiologiche regolate dagli ormoni

14. BCM-7 contro lo stress ossidativo:

Lo stress ossidativo è uno squilibrio tra la produzione di radicali liberi altamente reattivi nel corpo e la capacità del sistema antiossidante di neutralizzarli. Questi radicali liberi danneggiano le cellule e il DNA, contribuendo a diverse malattie come il cancro, l’invecchiamento precoce e le malattie cardiache. Mantenere un equilibrio redox è essenziale per la salute generale.

Il BCM-7 potrebbe svolgere un ruolo protettivo cruciale contro lo stress ossidativo, specialmente in situazioni di diabete. Negli studi di da Yin et al. (2010) e Yin Miao Ma Sun & Zhang (2012) hanno dimostrato che il BCM-7 può aumentare l’attività di enzimi antiossidanti come la superossido dismutasi (SOD) e la catalasi, mentre allo stesso tempo riduce l’espressione di geni associati allo stress ossidativo. Questi risultati suggeriscono che il BCM-7 potrebbe mitigare lo stress ossidativo e contribuire a proteggere da patologie correlate, aiutando a mantenere l’equilibrio redox del corpo. In questo contesto, il BCM-7 emerge come un possibile fattore benefico nella gestione del diabete e nella prevenzione di condizioni legate allo stress ossidativo.

15. Effetto protettivo delle β-Casomorfine

Gi effetti protettivi delle β-casomorfine, in particolare del BCM-7, sono notevoli. BCM-7 sembra offrire difese contro diverse condizioni patologiche, come il diabete e le malattie renali, influenzando molteplici percorsi biologici. Di particolare rilevanza sono i suoi effetti nell’attenuare la fibrosi renale interstiziale e nel modulare le vie di segnalazione legate a NF-κB. Questi studi suggeriscono un potenziale terapeutico per BCM-7 nell’abbassare l’infiammazione e il livello di stress ossidativo in contesti di malattia, migliorando la salute dei tessuti e regolando le risposte immunitarie.

Ricerche recenti, come quelle condotte da Zhang et al. (2012) e Sheng et al. (2020), forniscono evidenze concrete dell’effetto protettivo di BCM-7. Questo peptide sembra essere in grado di proteggere contro lesioni renali indotte da sepsi e contro l’ipertrofia cardiaca indotta dalla tiroide, rafforzando così il suo potenziale come agente terapeutico in diverse condizioni patologiche.

Conclusione

In conclusione, i BCM (Beta-Casomorfine) hanno suscitato un dibattito significativo nel mondo della nutrizione e della salute. Gli effetti negativi associati ai BCM sulla salute umana hanno generato preoccupazioni legittime, portando ad una sorta di “demonizzazione” del latte A1 contenente BCM. Questo dibattito non solo solleva interrogativi importanti sulla sicurezza alimentare, ma anche sull’utilizzo adeguato dei BCM e dei prodotti lattiero-caseari contenenti queste sostanze nell’industria alimentare e farmaceutica.

D’altra parte, mentre gli studi sugli animali hanno rivelato effetti benefici dei BCM, dobbiamo ricordare che gli esperimenti condotti su animali, pur seguendo il principio di una relazione “causa-effetto”, potrebbero non essere direttamente trasferibili al complesso sistema umano. L’essere umano è un organismo complesso con una miriade di variabili, tra cui la composizione della microflora intestinale, l’età e lo stile di vita, che possono influire sull’interazione dei BCM.

Pertanto, nella nostra ricerca di un’alimentazione sana ed equilibrata, è essenziale adottare un approccio ponderato e informato nei confronti dei prodotti lattiero-caseari contenenti BCM. Dovremmo considerare attentamente i nostri propri bisogni nutrizionali, la nostra fisiologia individuale e il contesto della nostra dieta complessiva prima di decidere se includere o evitare il latte A1 e i BCM.

In definitiva, la questione dei BCM ci sfida a mantenere un atteggiamento critico verso la nostra alimentazione, a informarci in modo adeguato e a prendere decisioni consapevoli sulla base delle nostre esigenze personali. La nutrizione è una scienza in continua evoluzione, e il dibattito sui BCM rappresenta solo un esempio di quanto sia importante rimanere aperti a nuove informazioni e ricerche nel nostro percorso verso una vita più sana e bilanciata.

Se hai domande o dubbi sulla tua alimentazione, la tua salute o il tuo benessere in generale non esitare a fissare un appuntamento con il Dottor Giovanni Martin per iniziare un viaggio verso una vita più sana e felice. La tua salute è un investimento prezioso, iInizia oggi a prenderti cura di te stesso e a perseguire il benessere che meriti.

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Di Giovanni Martin

Giovanni Martin, Biologo Nutrizionista, Dott.re di Ricerca in Alimenti e Salute, Specialista in Biochimica Clinica. Esperto di fisiopatologia digestiva e diagnostica di laboratorio da anni si occupa di nutrizione applicata al miglioramento del benessere e dello stato di salute ed dell’alimentazione per l’attività sportiva. Ha particolare esperienza con le diete chetogeniche (dimagrimento rapido), dieta FODMAP per la sindrome dell’intestino irritabile, diete per le intolleranze alimentari, e diete per i disordini metabolici.

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